Giovedì 7 giugno è andata in onda la finale di B Heroes, ecco cosa abbiamo imparato!

Giovedì 7 giugno è andata in onda la quinta e ultima puntata di B Heroes, il programma di accelerazione nato da un’idea di Fabio Cannavale con la collaborazione di Intesa Sanpaolo con lo scopo di individuare le realtà imprenditoriali italiane emergenti più interessanti e aiutarle a crescere fino a diventare grandi aziende!

Delle 542 startup che hanno inviato la propria candidatura al lancio del programma, solo 5 sono arrivare in finale, facendosi strada alla forza delle loro idee, alla loro abilità nel comunicarle e al duro lavoro dei propri team: sono Wash Out, l’app per lavare auto e moto, Start2impact, il link tra under-20 e imprese, Fitprime, l’abbonamento globale alla palestra, 3bee, il sistema di monitoraggio per apicoltori 3.0, e Homepal, l’agenzia senza i prezzi di agenzia. I finalisti si sono confrontati un’ultima volta con coach e supercoach, hanno visto testare i propri prodotti dai mentor e hanno avuto l’occasione di pitchare un’ultima volta il proprio progetto prima del voto finale che ha assegnato la vittoria a uno solo di loro!

Ecco 11 cose che abbiamo imparato da loro in questa eccitante finale:

1) Il business non è solo business
Per Wash Out fare imprenditoria non ha a che fare solo col profitto, ma significa prima di tutto comprendere il prossimo, supportarlo e aiutarlo a dare il meglio: costruire un ambiente di lavoro sano e una squadra contenta di quello che fa è ciò che permette all’azienda a crescere.

 

2) Il punto d’arrivo non esiste
L’imprenditore di successo non si pone limiti e non si ferma mai, punta sempre più in alto e a ogni traguardo raggiunto sposta quel “punto d’arrivo” sempre più in là.

3) I clienti sono fondamentali
I clienti non vanno semplicemente “accontentati”, ma mantenuti, coccolati. È importante ascoltare quello che hanno da dire e trovare al contempo il modo giusto per comunicare loro la validità del prodotto e i propri achievement.

4) Il feedback è utilissimo
Sempre a proposito di clienti, il loro feedback è fondamentale: rivedere un processo dal punto di vista dell’utente, andare a indagare la user experience, apre nuove prospettive sul prodotto, permettendo di capire cosa funziona e cosa si può e si deve andare a migliorare.

5) L’innovazione non si può fermare
Lo startupper che non vuole rimanere indietro deve sempre avere lo sguardo rivolto al futuro. Cambiamento e innovazione sono aspetti fondamentali del fare imprenditoria: per usare le parole dei ragazzi di Start2impact, “non puoi decidere quando arriva, puoi solo decidere in che modo reagire”.

6) L’execution a volte conta più dell’originalità
Il supercoach Davide Dattoli porta a esempio il caso di Fitprime per dimostrare come una startup che si inserisce in un contesto super competitivo e con un’idea non necessariamente rivoluzionaria, possa cambiare tutte le carte in tavola grazie a serietà, focus e la costanza con cui si porta avanti il proprio progetto.

7) Le aziende non si tirano su da soli
Sembra una banalità, eppure in troppi ancora sottovalutano l’importanza del lavoro di squadra. L’azienda non è il risultato del lavoro di un singolo ma degli sforzi congiunti di un team: solo supportandosi a vicenda si trova la forza di andare avanti e di perseverare fino al raggiungimento dei propri obiettivi.

8) Agli investitori non interessano solo i soldi…
Quello di 3bee è un esempio di startup con una forte motivazione etica e una mission che va ben al di là del semplice profitto. I suoi fondatori potranno sembrare idealisti, qualità cui raramente si associa la figura del businessman, ma gli investitori hanno scommesso su di loro anche per la nobiltà del loro proposito.

9) Anche la forma è importante
Un importante insegnamento per tutti i concorrenti di B Heroes riguarda l’importanza di adattarsi ai codici di comunicazione del mondo dell’impresa: nel corso del programma abbiamo imparato come si formula un pitch, come si struttura un business plan, ma anche come ci si presenta di fronte a un investitore: a volte anche indossare una giacca può fare la differenza!

10) La startup è fatta di velocità, di decisioni improvvise, di cambiamenti
Lo startupper deve pensare in fretta e agire in fretta perché, come detto poco fa, il mondo dell’imprenditoria cambia altrettanto in fretta! La capacità di intercettare un cambiamento, come quella di prendere prontamente una decisione possono rivelarsi decisive.

11) Ogni cliente è una montagna da scalare
È un concetto universale, ma che vale soprattutto per realtà come Homepal, il cui servizio – comprare o vendere casa senza l’intervento di un’agenzia – soddisfa un’esigenza sì importante, ma che si presenta nella maggior parte dei casi non più di un paio di volte nella vita: in tal caso non esistono clienti fidelizzati e ogni giorno rappresenta una nuova sfida per conquistarne uno nuovo!

Questa edizione di B Heroes ha visto la vittoria di Wash Out, che si è aggiudicata l’investimento finale di 800.000€, ma possiamo dire con sicurezza che tutti i concorrenti sono usciti arricchiti, e in più di un modo, da questa straordinaria esperienza il cui scopo era, fin dall’inizio, investire e scommettere su nuove idee, sull’innovazione, sul coraggio di mettersi in gioco. Per usare le parole di Stefano Barrese, responsabile divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, “le startup sono il futuro di un Paese. Perché noi le chiamiamo startup, ma in realtà è nuova imprenditoria e questo Paese vive di imprenditoria”: per questo B Heroes non si ferma qui ma vi dà appuntamento all’anno prossimo con una nuova eccitante edizione “per dare un’ulteriore spinta a tutti quelli che hanno un sogno” e aiutarli a realizzarlo!

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